Nov 11 2009

Germania x 2

Non tutti i lettori di questo diario di ricorderanno la caduta del muro. Fà parte di una generazione più avanzata nell’età.

Ma leggo un articolo di una svedese che all’epoca era una militante giovane nel partito comunista svedese. Racconta come il mondo le crollò adosso.

Nel 1989 non ero ancora radicale. Abitavo in una cittadina provinciale della Francia sud-occidentale e me ne fregava poco cosa succedeva a Berlino.

In ogni caso, a noi, i politici di poltrona, è permesso di cambiare opinione, di maturare. Forse la stessa condizione non esiste per i vari Panella e… Napolitano. Non so. Comunque e paradossalmente, oggi mi ricordo anche io il mio terrore e la impotenza davanti il crollo di quel muro.

Lì dietro c’era ancora Germania! Non bastava quel pezzo che già conoscevamo. Ma in una notte era quasi radoppiata! Un incubo.

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Nov 8 2009

Brigitte

Tra tutte le donne tragiche, credo che lei sia messa peggio. E non ti viene nemmeno la voglia di aiutarla.

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Nov 6 2009

Be happy. Be more than happy! Be GAY!

Ancora outing. E questa volta spacca.

Turn up the volume and… Start the Gay Game!

Buongiorno!

PS. Grazie allo strepitoso Alberto Remondini di M2O per avermi trovato il pezzo. Attenzione ragazzi: Ora lo comprate, eh…


Nov 5 2009

Divide et Impera (5)

E oggi parleremo un pò della Carfagna.

Ok, basta parlare. Ora la guardiamo.

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Chi dei lettori maschili del diario non vuole un ministro delle pari opportunità così, che alzi la mano!


Nov 5 2009

Diventare vecchio e demodé

Ma sono io l’unico ritardato che non aveva ancora visto the wedding entrance dance?


Nov 5 2009

Divide et Impera (4)

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Colpiscono le assomigliante della politica italiana di oggi con quella di Roma nel primo secolo prima di Cristo.

Più di ogni altra cosa colpisce la incarnazione perfetta di Catone (il giovane) nella veste di Di Pietro.

Per chi non conosce la storia del nostro Marco Porcio, era uno ossessionato con la moralità e con la Repubblica. Quella ossessione gli portò ad un odio verso Giulio Cesare che non ha avuto uguali fino ad oggi. Gaio Giulio non solo andava a letto con tutte le mogli dei suoi avversari politici (tra cui la già sposata sorellastra di Cato stesso) ma anche con il re di Bitinia, e non gli fregava un cz della Repubblica se le sue istituzioni non gli aiutava a fare il bene per il popolo.

Rifugiato in Utica (Tunisia) dopo la sconfitta a Pharsalus cercava di continuare la sua resistenza contro Cesare. Dopo qualche tempo la situazione divenne insostenibile e si intravedeva la sua probabile cattura ed un perdono pronunciato dal clemente Gaio Giulio.

Davanti un simile scenario e durante una lettura di Socrate sulla separazione dell’anima del corpo, Catone prese la sua spada e cercò di suicidarsi nella posizione tradizionale dei romani. Il giorno prima, però, si era infortunato la mano picchiando uno schiavo e non riuscì con con la dovuta eleganza. Innervosendosi, infilò semplicemente la spada nell’alto dell’addome ed iniziò a segare da un lato all’altro. Mentre si colpiva, si tritava e gremiva ebbe una convulsione fortissima e cadde dal letto. Così rovesciò un abaco che a sua volta colpì il gong che Marco Porcio usava per chiamare i servi. I suoi familiari, schiavi e collaboratori fecero irruzione nella camera e proceddero tutti insieme alla immediata raccolta degli intestini e la loro risistemazione nella pancia di Catone mentre il medico personale Cleanthes, tra bestemmie e colpi di ago lo suturò.

Così sopravvissuto, Catone si svegliò pochi minuti dopo la “operazione° in agonia e con un orribile dolore con tutte le persone ancora intorno a se, incluso il suo figlio. Cleanthes, esclamò in voce trionfale “Catone, ti abbiamo salvato! Vivrai!”. Catone alzò il tessuto con cui avevano coperto la sua pancia e guardò terrorizzato il filo rosso che la teneva insieme. Oltre ogni limite della pazzia, consumato dal suo odio per Cesare e la prospettiva di dover vivere ed essere perdonato da lui, iniziò a tirare con una furia terribile sui fili, sulla sua carne ed a tirar fuori di nuovo i suoi intestini. La gente intorno non osarono intervenire.

La storia di Di Pietro, la conoscete. Non ve la racconto.

Però, Il Dottore da un consiglio all’onorevole Di Pietro di cercare di calmarsi. Non fa bene svegliarsi la mattina con il primo pensiero e tutti i pensieri successivi della giornata diretti verso Arcore, non fa bene costruire la vita su un concetto dell’odio verso una unica persona. La follia è dietro l’angolo, caro Di Pietro. La ho visto negli tuoi occhi.


Nov 3 2009

Divide et Impera (3)

Da 9 giorni un nuovo segretario gestisce la seconda forza politica del paese. O meglio: Nelle ultime elezioni politiche era la seconda forza. Oggi, in pratica, non è più una forza ed a questo passo non lo sarà mai. Perchè?

Il motivo è uno ed è semplicissimo. Ma è solo accettando questo problema come vero, che si riesce ad affrontarlo, e lì il Partito Democratico ha fallito incomprensibilmente.

Perchè si possa tornare a governare Italia bisogna convertire un certo numero di elettori che ultimamente votano Pdl o Lega.

Una volta così illuminati, gli strateghi dell’opposizione devono dedicare tutto il suo operato per risolvere questo problema. Tutto il resto sono delle chiacchiere.

Vediamo un pò. Cosa hanno combinato nella direzione indicata? Direi nulla. Anzi, invece di evangelizzare e convertire… Si sono sottomessi ad una specie di auto-esorcismo. Hanno cacciato uno dei prelati più potenti al Grande Centro e con lui i suoi elettori. Non va bene così. Da rifare, da fare meglio, su!

Che altro? Mah… Il popolo con ancora due euri in tasca hanno eletto Bersani come il suo Segretario. Perchè l’hanno fatto? Pensano che sia l’avversario adatto a sconfiggere Berlusconi? Ma, per favore… Ci sono dei limiti al nostro senso di umorismo e alle fesserie che possiamo raccontarci nel diario. Tutto il mondo sanno che Berlusconi ha solo un sfidante che conta, uno solo capace di scendere nell’arena contro il Cavaliere: D’Alema. Ritenuto improponibile dai suoi. E’ vero, Bersani è un uomo dalemiano ma non ci arriva a slacciare le scarpe di Massimo. Peccato.

Ecco, sta diventando lungo sto post. Non va bene. I concetti sono semplici. Vengono spiegati con 4 parole, altrimenti non si capisce più un cz. Alla prossima.


Nov 2 2009

Quello che in questo momento spacca di più

E’ talmente fresca, fresca che nemmeno c’è video.

Ecco cosa si ballerà in qs inverno. Ecco l’interno novembriano (con qualche finestrino mezz’aperto) del SUV di Gren alle 16 per Pier della Francesca, con i due cinture judo (ancora bianche) gridando dal sedile posteriore: “Alza Papà, che non si sente NIENTEEEEE!”

NITE TIME.