Umiliazione

A volte penso alla morte. Tema difficile. A volte penso ai modi più umilianti in cui morire.

L’altra settimana credevo aver trovato la risposta a quella ultima domanda quando un mio amico giornalista mi ha

raccontato della volta che l’hanno portato in pullman assieme ad un gruppo di altri giornalisti per

studiare le mucche angus prima che essi si trovassero tra due fette di panino da Burger King.

Dunque la seguenza:

  1. Essere esposto ad un gruppo di persone di mezza età, totalmente indifferenti, che se ne fregano un cazzo di tutto tranne del Blackberry o del iPhone di cui non tolgono l’attenzione per un nanosecondo.
  2. Essere macellato.
  3. Essere servito alle stesse persone del punto 1.
  4. Tutto per trovarsi in qualche quasi-articolo in fondo di qualche rivista sugli stili di vita.

Diciamo che ci vorrebbe un necrologio creativo perchè quella mancanza sembrasse gloriosa.

Più o meno come quelle mucche che hanno dovuto lasciare la vita per comporre l’hamburger più grande del mondo (pesava

1,8 tonnelate e il record è stato stabilito a North Dakota).

Ma esistono delle cose peggiori.
Esistono sempre delle cose peggiori.

Qui leggo un articolo di un ristorante a Tokio dove i clienti prima fanno sesso con l’animale in questione, per poi averlo preparato e servito per cena. E se non fosse abbastanza, la storia di quel cretino finisce su questo diario…

Credo che siano questo tipo di cose che non mette molta fretta al Signor Gesu Cristo di tornare tra di noi.


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